Quando si prova un simulatore di guida, una delle prime sensazioni che si tende a valutare è la fluidità del movimento.
Ma un movimento più fluido significa necessariamente una simulazione più realistica?
Non sempre.
Nella progettazione di un simulatore professionale entrano in gioco parametri molto più complessi: sensibilità, frequenza di risposta, precisione degli attuatori, telemetria, possibilità di configurazione e capacità del sistema di trasformare ciò che accade nel veicolo virtuale in sensazioni percepibili dal pilota.
Soprattutto, non esiste un’unica configurazione ideale per qualsiasi utilizzo: un simulatore può e deve essere impostato in modo differente in funzione del target, dell’applicazione e dell’esperienza che si vuole creare.
È proprio su questi aspetti che si basa la filosofia di sviluppo di ESTech.
Fluidità o fedeltà? Due approcci differenti alla simulazione
Un sistema di simulazione può essere configurato per rendere il movimento particolarmente uniforme, filtrando o attenuando alcune variazioni provenienti dal software.
Il risultato può essere una sensazione immediatamente piacevole, lineare e accessibile anche a chi sale per la prima volta su un simulatore.
In altri contesti, invece, può essere preferibile aumentare sensibilità e precisione, lasciando percepire al pilota una quantità maggiore di informazioni provenienti dalla dinamica del veicolo.
Non si tratta di stabilire quale dei due approcci sia migliore in assoluto, ma di scegliere quello più adatto all’utilizzatore e allo scopo del simulatore.
Nei simulatori ESTech destinati a piloti, sim racer evoluti, attività di training e applicazioni professionali, la priorità può essere la fedeltà di guida.
I nostri sistemi possono essere configurati per raggiungere un’elevata sensibilità, con l’obiettivo di riprodurre con precisione anche variazioni molto piccole provenienti dalla dinamica del veicolo.
Questo permette al simulatore di trasferire al pilota una quantità maggiore di informazioni.
Accelerazione, frenata, trasferimenti di carico, variazioni dell’assetto, perdita di aderenza e caratteristiche del fondo possono così contribuire alla costruzione dell’esperienza di guida.
Una maggiore sensibilità significa però anche una maggiore importanza della configurazione.
Allo stesso tempo, per applicazioni differenti, come eventi, fiere e attività di intrattenimento, il simulatore può essere impostato privilegiando maggiormente fluidità, immediatezza e semplicità di utilizzo.
Un simulatore professionale non deve necessariamente comportarsi sempre allo stesso modo
Una monoposto, una GT, un’auto da rally o un prototipo non hanno la stessa dinamica.
Allo stesso modo, non dovrebbe averla il simulatore.
Ma non cambia soltanto il veicolo simulato: cambia anche chi utilizza il sistema e perché lo utilizza.
Per questo la possibilità di intervenire sui parametri del sistema rappresenta per ESTech una caratteristica importante, soprattutto quando si parla di applicazioni professionali.
Il comportamento può essere adattato in funzione di diversi elementi:
- tipologia di veicolo;
- circuito;
- software utilizzato;
- caratteristiche del pilota;
- livello di sensibilità desiderato;
- finalità dell’esperienza;
- target di utilizzatori;
- configurazione hardware del simulatore.
L’obiettivo non è quindi semplicemente ottenere “più movimento”.
È ottenere il movimento corretto per l’esperienza che si vuole riprodurre.
Fedeltà per i piloti, fluidità per gli eventi: configurazioni diverse per obiettivi diversi
All’interno dell’ecosistema FGROUP, questa possibilità di configurazione trova applicazione concreta in funzione dei differenti target.
Nei simulatori ESTech e nelle esperienze FDrive rivolte a piloti, sim racer evoluti e utenti interessati al training, l’obiettivo principale è privilegiare la fedeltà della simulazione.
In questi contesti il pilota deve poter percepire anche variazioni sottili della dinamica del veicolo, ricevendo dal simulatore informazioni utili su frenata, accelerazione, trasferimenti di carico, perdita di aderenza e comportamento della vettura.
Per questo il sistema può essere impostato con una risposta particolarmente sensibile e precisa.
Per i simulatori Fbrand destinati invece a eventi, fiere, roadshow e attività corporate, le esigenze sono differenti.
L’utilizzatore può non avere alcuna esperienza precedente con la simulazione e deve essere in grado di salire sul simulatore e vivere immediatamente un’esperienza coinvolgente e intuitiva.
In questi casi il sistema può essere configurato privilegiando maggiormente fluidità, progressività, comfort e immediatezza.
È quanto già avviene concretamente nelle differenti applicazioni sviluppate dal gruppo.
La tecnologia non viene quindi utilizzata per imporre un unico comportamento, ma per costruire l’esperienza più adatta al pubblico che utilizzerà il simulatore.
Per un pilota significa privilegiare fedeltà e quantità di informazioni percepite.
Per un evento significa privilegiare fluidità, accessibilità e coinvolgimento immediato.
Dal 2 DOF al 6 DOF: perché più assi non significano automaticamente un’esperienza migliore
Quando si confrontano simulatori dinamici professionali si parla spesso del numero di DOF, Degrees of Freedom, cioè dei gradi di libertà attraverso cui il sistema può generare movimento.
Esistono configurazioni a 2, 3, 4, 5 e 6 DOF.
Aumentare il numero dei gradi di libertà amplia le possibilità del sistema, ma non significa automaticamente ottenere un’esperienza migliore in qualsiasi situazione.
La domanda corretta è:
quali movimenti servono realmente per l’applicazione che vogliamo simulare?
Un simulatore destinato all’intrattenimento durante un evento, per esempio, può avere esigenze differenti rispetto a un sistema sviluppato per training, ricerca, motorsport o applicazioni professionali.
Per questo ESTech sta lavorando anche sulla possibilità di permettere ai clienti di confrontare concretamente configurazioni differenti, valutandone non soltanto le specifiche tecniche ma soprattutto le differenze percepite durante la guida.
La prossima generazione ESTech
La ricerca ESTech sta andando verso un concetto sempre più ampio di simulazione.
Il motion system continuerà a essere centrale, ma sarà soltanto uno degli elementi attraverso cui trasferire informazioni al corpo del pilota.
Tra le tecnologie sulle quali stiamo lavorando rientrano nuove soluzioni destinate ad aumentare ulteriormente velocità di risposta, precisione e coinvolgimento sensoriale.
Attuatori magnetici ad alta frequenza
Uno dei principali ambiti di sviluppo riguarda gli attuatori magnetici ad alta frequenza.
L’obiettivo è aumentare la rapidità con cui il sistema può reagire alle informazioni provenienti dalla simulazione, permettendo di trasferire anche variazioni molto rapide e dettagliate.
In un simulatore professionale, infatti, non conta solamente quanto un sistema riesca a muoversi.
Conta anche quanto velocemente e precisamente riesca a farlo.
La frequenza di risposta diventa quindi una delle variabili fondamentali nella ricerca della fedeltà.
Movimento rotatorio fino a 360°
Un’altra direzione di ricerca riguarda il movimento rotatorio a 360°.
Una tecnologia che potrebbe ampliare significativamente il tipo di accelerazioni e movimenti riproducibili attraverso il simulatore, aprendo nuovi scenari sia per l’intrattenimento immersivo sia per applicazioni professionali più evolute.
L’obiettivo è superare progressivamente alcuni dei limiti fisici dei tradizionali sistemi motion e aumentare ulteriormente la corrispondenza tra ciò che avviene virtualmente e ciò che il pilota percepisce fisicamente.
Cinture attive a 4 punti controllate dalla telemetria
Non tutte le sensazioni di guida devono necessariamente essere generate dal movimento della piattaforma.
Per questo un altro importante campo di sviluppo riguarda le cinture attive a quattro punti con tensionamento gestito attraverso la telemetria.
Il sistema può utilizzare i dati provenienti dal veicolo virtuale per modificare dinamicamente la tensione delle cinture.
Durante una frenata, ad esempio, il pilota può percepire una variazione della pressione esercitata sul corpo.
Lo stesso principio può essere utilizzato in accelerazione e nelle differenti condizioni dinamiche della vettura.
Il risultato ricercato è una simulazione nella quale più sistemi lavorano contemporaneamente per comunicare al corpo ciò che sta accadendo nel mondo virtuale.
Dalla simulazione del movimento alla simulazione multisensoriale
Ed è probabilmente questo il passaggio più importante nell’evoluzione futura dei simulatori ESTech.
Il realismo non dipende da un singolo componente.
Motion system, volante, pedaliera, cinture attive, vibrazioni, sistemi aptici, flussi d’aria, immagini e telemetria possono diventare parti di un unico ecosistema.
Ognuno comunica un’informazione diversa.
Pensiamo, per esempio, a un veicolo virtuale che aumenta la propria velocità.
Il pilota può:
- vederla sullo schermo o attraverso un visore;
- sentirne gli effetti attraverso il motion system;
- percepire le vibrazioni del veicolo;
- avvertire le variazioni di tensione delle cinture;
- ricevere un flusso d’aria proporzionale alla velocità.
La combinazione di questi stimoli può costruire una percezione molto più completa rispetto a quella ottenibile aumentando semplicemente l’escursione di una piattaforma.
Più informazioni al pilota, non semplicemente più effetti
È questa la filosofia che guida la nostra ricerca.
Non vogliamo aggiungere effetti soltanto per rendere un simulatore più spettacolare.
Ogni tecnologia deve avere una funzione precisa:
trasferire al pilota un’informazione proveniente dalla simulazione.
Nel caso delle applicazioni professionali e del training, maggiore è la quantità di informazioni coerenti, precise e sincronizzate che il sistema riesce a trasferire, maggiore può diventare la qualità e la fedeltà dell’esperienza di guida.
Nelle applicazioni dedicate all’intrattenimento, queste stesse tecnologie possono invece essere configurate e calibrate per costruire un’esperienza più fluida, immediata e accessibile.
La sfida della simulazione del futuro sarà quindi sempre meno quella di “far muovere una piattaforma” e sempre più quella di ricostruire il sistema di sensazioni più adatto all’obiettivo dell’esperienza.
FDrive Garage Experience: provare le differenze, non soltanto leggerle
Specifiche tecniche, numero di DOF e caratteristiche degli attuatori sono importanti.
Ma un simulatore rimane soprattutto un’esperienza fisica.
Per questo attraverso la FDrive Garage Experience vogliamo creare anche uno spazio nel quale clienti e partner possano provare direttamente le differenti tecnologie e confrontare diverse configurazioni.
L’obiettivo è permettere di comprendere concretamente cosa cambia passando da differenti sistemi motion e quali tecnologie siano realmente più adatte allo specifico progetto.
Perché la configurazione ideale per un evento corporate potrebbe essere molto diversa da quella destinata a un centro di simulazione, al motorsport, alla formazione o alla ricerca.
La stessa piattaforma tecnologica può quindi essere studiata e calibrata privilegiando parametri differenti: maggiore fedeltà e sensibilità quando l’obiettivo è il training, maggiore fluidità e immediatezza quando l’obiettivo è l’engagement di un pubblico più ampio.
Il futuro dei simulatori sarà sempre più personalizzato
Non crediamo che esista un’unica configurazione perfetta per qualsiasi utilizzatore.
Crediamo invece in simulatori professionali sempre più modulari, sensibili e configurabili, nei quali hardware, software e telemetria possano lavorare insieme per costruire esperienze differenti.
La direzione dello sviluppo ESTech va proprio verso questo obiettivo.
Attuatori magnetici ad alta frequenza, sistemi rotatori, cinture attive telemetriche e configurazioni motion evolute rappresentano alcune delle tecnologie attraverso cui stiamo esplorando la prossima generazione della simulazione.
La differenziazione non sarà quindi determinata soltanto dalla tecnologia utilizzata, ma sempre di più dalla capacità di configurarla correttamente in funzione del target e dell’applicazione.
Perché un pilota e un partecipante a un evento non cercano necessariamente la stessa esperienza.
Per il primo il valore può essere nella fedeltà, nella precisione e nella quantità di informazioni ricevute.
Per il secondo può essere nella fluidità, nell’immediatezza e nella capacità di sentirsi coinvolto fin dai primi secondi.
Ed è proprio la possibilità di progettare e configurare entrambe queste esperienze che rappresenta una delle direzioni su cui vogliamo costruire i simulatori ESTech del futuro.
Stai valutando un simulatore professionale o vuoi sviluppare una configurazione su misura per il tuo progetto?
Contatta ESTech per confrontarti con il nostro team e individuare la soluzione più adatta alle tue esigenze.


